Ecco qui i frutti di mesi di duro lavoro dei ragazzi del nostro progetto musicale: la canzone "Asylum of the abandoned", in cui i ragazzi parlano delle loro esperienze ed emozioni.
L'anno del nostro decimo anniversario è stato caratterizzato da una serie di alti e bassi. La Birmania si è aperta, ma purtroppo non per i profughi che all'improvviso si sono ritrovati di nuovo senza alcun sostegno. L'incerta situazione economica ha destato grande preoccupazione in noi, ad agosto la situazione era allarmante. L'appello di aiuto fatto in occasione del nostro decennale è stata la svolta. La costante solidarietà dimostrataci ci ha concesso di portare avanti tutti i progetti senza drastici tagli.
Cooperazione allo sviluppo: Durnwalder e Widmann in visita a progetti per i profughi birmani tra Tailandia e Myanmar
La delegazione altoatesina guidata dal presidente Durnwalder e dall'ass. Widmann ha fatto tappa a Mae Sot nella provincia di Tak, nel nord-ovest della Tailandia, al confine con il Myanmar (Birmania). Qui sono stati visitati cinque dei 37 progetti che Provincia di Bolzano (28) e Regione Trentino-Alto Adige (9) hanno finanziato dal 1999 per un importo di 1,3 milioni di euro.
Oggi, 12 settembre 2012, Aiutare senza Confini festeggia il suo decimo anniversario. Sono già passati dieci anni da quando abbiamo deciso di impegnarci ad aiutare i profughi birmani. Sarebbe un buon motivo per festeggiare, ma purtroppo non è così. Ancora oggi infatti continuiamo ad aiutare questi profughi, il che significa che il loro destino non è poi cambiato molto. E tutto ciò è frustrante. Ma ci sono anche altri motivi che oscurano il nostro decennale.
Quando a Natale di dieci anni fa arrivai al confine, con l'intenzione di restarci solo per qualche giorno, accadde una cosa che non avrei mai immaginato. Il terribile destino dei profughi birmani, la loro lotta per la sopravvivenza in esilio ai limiti dell'esistenza, la loro enorme volontà di non cedere mai, di ripartire sempre da zero e di non darsi mai per vinti, mi impressionarono a tal punto da non volermi, né potermi più sottrarre a questa responsabilità. Nasceva così Aiutare senza Confini e iniziava una lotta senza fine alla povertà, alla malattia e alla morte.
Grazie al sostegno e alla generosità di numerose persone, di tutti i donatori, dei nostri soci, del direttivo, del team di Bressanone e di Mae Sot, delle consorelle Austria, Svizzera e Thailandia (grazie di cuore a tutti voi!) questa lotta si è trasformata in una grande azione di soccorso che ha permesso di migliorare in modo sostenibile la qualità di vita, la salute e le prospettive future di migliaia di persone, soprattutto di bambini.
Da dieci anni sosteniamo vari progetti per i profughi birmani. Abbiamo scelto di presentarvene alcuni e di mostrarvi come si sono sviluppati attraverso alcune immagini.
Acquistando una tavoletta di cioccolato Zotter “Schokolade macht satt” sarà possibile garantire un pasto ad un bambino profugo nell'ambito del nostro progetto “Yummy! Pranzo a scuola”.